Sri Lanka: il nostro super itinerario di 15 giorni – Parte 1

Il nostro viaggio in Sri Lanka è finito da mesi ormai ma io ho ancora negli occhi l’assurda bellezza di questo Paese, incantevole come la sua gente.

Per anni l’ho sempre associato alle Maldive e ai viaggi di nozze di qualche tempo fa: una meta “di contorno”, utile a riempire le canoniche due settimane di luna di miele ed evitare il rischio di fare solo mare, che a qualcuno può sembrare un po’ monotono (per esempio, a me!).

Le vicende di una decina d’anni fa, con il tentativo di indipendenza da parte della popolazione tamil (la minoranza più numerosa, seguita a distanza da quella musulmana), hanno però allontanato lo Sri Lanka dai percorsi turistici più battuti e lo hanno fatto scivolare un po’ nel dimenticatoio. Negli ultimi anni, invece, complici la pace e la stabilità, la “lacrima dell’India” è tornata prepotentemente alla ribalta come destinazione pazzesca.

📺 Come l’ho scoperto

Io l’ho scoperto un paio d’anni fa grazie a una stagione di Pechino Express che si concludeva proprio lì. È stato un colpo di fulmine, e mi sono detta che un giorno ci sarei andata.

Non era nei piani per quest’estate (abbiamo passato le vacanze in Vietnam durante il mega-ultra-iper-extra ponte di Pasqua/25 aprile/1 maggio) e avevo programmato qualcosa di più tranquillo, vicino e low cost… e invece 🙂

Due mesi dopo aver prenotato il volo per Saigon, avevo già in tasca anche quello per Colombo. Sempre con Qatar Airways, ormai nostro fornitore ufficiale di viaggi “da quella parte lì” del mondo.

Le tratte non sono nemmeno lunghissime: circa 6 ore fino a Doha e altre 5 per Colombo. Peccato che gli aerei della seconda tratta siano piuttosto datati rispetto agli standard (e ai prezzi) della compagnia. Ma datati sul serio! Vabbè…

Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1

🧭 Come ho pianificato l’itinerario

Innanzitutto va detto che lo Sri Lanka è climaticamente diviso in due. Durante la nostra estate, la costa occidentale è in piena stagione delle piogge: mare mosso, pioggia frequente, temperature più basse.

Noi ci siamo stati solo due notti (una all’arrivo e una al rientro) e la situazione non mi è sembrata affatto drammatica. E comunque, anche sapendolo in anticipo, avrei pianificato le tappe esattamente come le ho fatte: niente da cambiare, né nelle tappe né nell’ordine. Mi sembrava perfetto quando lo preparavo, mi è sembrato perfetto mentre eravamo lì e mi sembra perfetto anche adesso che lo sto scrivendo.

Non parlo solo della scelta delle tappe, ma anche dell’ordine. Lo consiglio davvero. Abbiamo incontrato in viaggio altre coppie che avevano optato per percorsi diversi e, alla fine, se ne sono pentite.

🚫 Cosa abbiamo deciso di NON fare

Prima di raccontare cosa abbiamo visto, chiarisco subito cosa abbiamo scelto di saltare. Se siete qui a cercare informazioni su questi luoghi, non vi potrò aiutare:

  1. tutta la costa orientale (tranne Galle, che però è già a sud ed è stata la nostra prima tappa dopo l’arrivo, a un paio d’ore da Negombo);
  2. lo Yala National Park (troppo affollato, tipo metropolitana all’ora di punta), sostituito con altri due parchi di cui vi parlerò;
  3. il pernotto a Nuwara Eliya (ancora non capisco il senso, visto che si dorme già a Ella e a Kandy);
  4. l’estensione mare alle Maldive (che avrei fatto volentieri con 4 giorni in più di ferie). In ogni caso mare bellissimo lo abbiamo trovato anche in Sri Lanka.

🚗 Come ci siamo organizzati

Dopo aver delineato l’itinerario e prenotato gli alloggi, mi sono rivolta a un piccolo tour operator locale per prenotare auto e driver.

Ho scelto di non aggiungere la guida fissa: sarebbe costata tanto e in diversi giorni non ci sarebbe servita. Nei siti principali, invece, si trovano guide autorizzate che si possono ingaggiare solo per la visita, e così abbiamo fatto. È andata benissimo.

📚 Nota a margine: la guida cartacea Rough/Feltrinelli è fatta molto bene. Non l’ho usata per organizzare il viaggio (non è il mio metodo), ma in loco si è rivelata utilissima.

🗺️ L’itinerario in breve

Il viaggio si può dividere in tre parti:

  1. la prima, con Galle, un safari di mezza giornata a Udawalawe, la zona montuosa con Ella e le piantagioni di tè di Nuwara Eliya, e i siti UNESCO attorno a Sigiriya;
  2. la seconda, di totale relax sul mare della costa est;
  3. la terza, dedicata al principale sito buddhista del Paese e a un safari nel parco nazionale più grande e meno battuto dello Sri Lanka: il paradiso per chi ama la natura senza litigare con le jeep.

🛏️ L’itinerario completo

Di seguito, un sunto del nostro itinerario di 15 notti/16 giorni, così da focalizzare le tappe principali e il numero di notti.

  • Galle – 1 notte
  • Udawalawe – 1 notte
  • Ella – 1 notte
  • Kandy – 1 notte
  • Sigiriya – 3 notti
  • Uppuveli – 5 notti (mare e relax assoluto)
  • Wilpattu – 2 notti
  • Negombo – 1 notte (strategico per chi, come noi, ha il volo di ritorno al mattino presto

Per comodità ho diviso in due articoli il racconto dell’itinerario completo. Qui di seguito trovate la prima parte, mentre a questo –> link <– la seconda.

Il Viaggio

Dopo essere arrivati sfiniti a Galle e aver preso possesso della nostra camera all’hotel Parawa House (molto bello, in una posizione pazzesca, anche se la pulizia potrebbe migliorare), siamo partiti per una cooking class a casa di una famiglia locale. È stato bellissimo. Premetto che amo questo tipo di cucina e le pietanze preparate erano davvero super, ma è stata l’esperienza in sé a fare la differenza. Questo primo incontro con la popolazione dello Sri Lanka ha promesso — e poi mantenuto, nel corso del viaggio — davvero bene.

Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1

Galle nel weekend sembra San Babila a Milano il sabato pomeriggio. I tramonti sull’oceano sono spettacolari, la cittadina fortificata è molto carina, ma non è stata la parte più interessante del nostro viaggio. La mattina seguente, lasciando la città presto, l’abbiamo trovata completamente diversa: silenziosa, pacifica. Anche il mare era sonnecchioso, a differenza della sera prima, quando le onde si infrangevano con forza contro le mura del Forte.

Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1

Dal sud, e dalla costa, ci siamo spostati verso l’entroterra, direzione Udawalawe National Park. Prima di entrare nel parco — dove avremmo fatto un safari di tre ore organizzato insieme al nostro stupendo lodge, il Kottawatta River Bank Resort — abbiamo visitato l’Elephant Transit Home, un luogo magico. Tre volte al giorno, a orari prestabiliti, è possibile assistere al momento della pappa degli elefantini orfani soccorsi dal centro. Non si possono avvicinare, né fare il bagno con loro o dar loro da mangiare: nulla di tutto questo, che è dannoso per gli animali nel 99% dei casi, anche dove si dice il contrario. Gli elefantini restano nel centro il tempo necessario per essere svezzati e diventare indipendenti, per poi essere liberati nel parco nazionale adiacente. Dalla fondazione del centro, nel 1995, sono stati rimessi in natura 162 elefanti. L’ingresso costa 6 $, spesi benissimo. Se avete in programma un safari, consiglio di visitare prima il centro: c’è uno spazio culturale e informativo dove si imparano tantissime cose interessanti sugli elefanti, che arricchiscono l’esperienza del safari.

Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1

⚠️ A proposito di safari: se visitate Udawalawe durante la stagione secca (ovvero la nostra estate), fate il safari nel pomeriggio. Al mattino e durante il giorno fa troppo caldo, e gli elefanti restano nascosti tra gli arbusti, dove è impossibile vederli. Nel tardo pomeriggio, invece, si avvicinano alle pozze per bere e… taaac, è lì che li troverete! Ovviamente non ci sono solo elefanti, ma non aspettatevi di vedere i leopardi: nel parco ne vivono solo cinque, ed è quasi impossibile avvistarli.

Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1

Il giorno successivo ci siamo spostati ancora più verso l’entroterra. Lungo la strada abbiamo fatto una sosta a uno splendido sito archeologico: il Buduruwagala Raja Maha Vharaya. Si tratta di un antico complesso rupestre immerso nella giungla, celebre per le sue imponenti statue scolpite nella roccia, tra cui un maestoso Buddha alto oltre 15 metri. Il luogo trasmette una quiete profonda, accentuata dal silenzio della natura e dalla spiritualità che sembra ancora abitare queste pietre millenarie.
Al di là della sua importanza storica per il buddismo in Sri Lanka, nella sua semplicità (vedrete cose ben più complesse durante il viaggio) è davvero emozionante. Federico mi dice ancora oggi che lo considera una delle cose più belle che abbia mai visto. Anche la strada per arrivarci è magnifica: si attraversa un lago e una distesa infinita di meravigliosi giacinti d’acqua. Vale la pena fare una breve passeggiata per ammirarli.

Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1

Nel primo pomeriggio siamo arrivati a Ella, dove avremmo pernottato solo una notte (al The Green Door, delizioso, come anche il ristorante omonimo situato sopra le poche e nuovissime stanze della struttura), per partire il giorno successivo con il treno panoramico. Ella è una cittadina che, fino a pochi anni fa, aveva ben poco — almeno secondo il nostro autista — ma ha vissuto un boom pazzesco negli ultimi tempi (si vede: stanno costruendo tantissimo), grazie alla presenza di percorsi naturalistici e trekking di varia difficoltà che iniziano proprio dal centro del paese. Inoltre, dalla sua stazione, come accennato, si può prendere il treno in direzione Kandy… ma ne parliamo poi.

Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1

Se, come noi, siete delle chiaviche e non avete voglia di affrontare qualcosa di impegnativo come scalare l’Ella’s Peak, potete optare per il Little Adam’s Peak (⚠️ da non confondere con l’originale Adam’s Peak: se vi sbagliate e inserite quello nel vostro itinerario, siete spacciati!… è un’impresa da trekker esperti). Per andare e tornare ci vogliono circa un paio d’ore, considerando anche la sosta in cima per ammirare il paesaggio. La prima parte del percorso sale dolcemente tra le piantagioni di tè; la seconda consiste in una serie di gradini (mi pare circa 330) che portano in vetta. Da lì, il panorama è stupendo. Noi siamo saliti alle 14, temendo di morire di caldo ma senza possibilità di cambiare orario: nessun problema, la zona è molto ventilata, quindi non si fa in tempo a sudare che si è già asciutti.

Sri Lanka 1
Sri Lanka 1
Sri Lanka 1

Siamo poi andati al famoso Nine Arch Bridge, che sarebbe anche carino da vedere… ma come voi, ci saranno altre millemila persone, la maggior parte impegnata in shooting fotografici cafoni stile Kardashian. Snervante! Siamo rimasti giusto il tempo di osservare il ponte dal fianco, scattare una foto che Lightroom avrebbe poi ripulito dalla folla, e tornare sulla strada principale con un tuc tuc — divertentissimo.

Sri Lanka 1
Sri Lanka 1

Poco fuori Ella, abbiamo visitato anche il monastero di Mahamevnawa Bandarawela, tra l’altro in un momento di grande afflusso di fedeli, durante una delle preghiere previste dalla religione buddista. Il mantra diffuso dagli altoparlanti posti all’esterno della stupa (che in Sri Lanka si chiama dagoba), l’odore di incenso e delle ninfee offerte, e la processione dei fedeli vestiti di bianco hanno reso tutto molto, molto emozionante.

Questo monastero è importante soprattutto per il suo valore religioso, più che estetico, quindi difficilmente vi verrà proposto come tappa turistica. Se è il primo che visitate — e non state facendo il giro al contrario, cioè da Negombo/Colombo verso nord-est — ve lo consiglio. Se invece avete già visto templi più famosi e scenografici, potrebbe non colpirvi allo stesso modo. A noi è piaciuto tantissimo.

Sri Lanka 1
Sri Lanka 1

Tenete presente che la strada per raggiungerlo è piuttosto accidentata, quindi con un’auto bassa potreste metterci un po’. L’alternativa, come sempre, è il tuc tuc.

Se siete davvero arrivati fin qui, complimenti: siete ufficialmente pronti per la seconda parte del nostro viaggio in Sri Lanka, che trovate a questo link.

Spoiler: si parte con il famigerato treno panoramico (che panoramico non è), si attraversano piantagioni di tè, si incontrano pipistrelli adorabili e si scoprono templi che sembrano usciti da un sogno. Pronti a salire a bordo?

Viaggiatrice povera, fotografa inesperta, pasticciona tecnologica, gattodipendente. Rifletto sul senso della vita e raccolgo dettagli che fanno la differenza. Ricordi, impressioni, immagini, incontri.

Rispondi