Sebbene fossi partita preparata, mi aspettavo una città molto più vegan-friendly. Mi spiego meglio perchè si potrebbe fraintendere.
Non è che non ci siano posti dove mangiare vegano, anzi. Ci sono diversi ristorantini e localini vegani ma ci sono pochissime, quasi zero, scelte vegan nei ristoranti non plant-based e questa è una cosa che ho trovato molto strana.
Ricordo il nostro precedente viaggio in Polonia, a Cracovia, nel 2021 e lì, che ancora non ero vegana ma che non mangiavo carne e alcuni tipi di pesce già da anni e che, per problemi di salute evitavo latte e derivati come la peste, ho potuto fare dalla colazione al dolcino dopocena senza preoccupazioni o sacrifici.
Ricordo che nel nostro giro per cantine a Lanzarote (di cui potete leggere qui), durante una degustazioni abbiamo incontrato dei ragazzi di Varsavia e, parlando della nostra scelta alimentare, ci hanno detto con grande convinzione che la loro città fosse stata recentemente dichiarata una delle più vegan d’Europa. Mi aspettavo la stessa situazione anche a Danzica e invece, al di fuori dei posti specializzati in alimentazione 100% vegetale, lo zero assoluto. Per intenderci: non sono riuscita a mangiare delle patatine fritte in un pub simil irlandese perchè le cuocevano con lo strutto. Boh.
In ogni caso, i posti per chi vuole mangiare vegano non mancano e, anzi, qui abbiamo trovato uno dei ristoranti plant based migliori mai provati. Tornei a Gdansk anche solo per cenarci.
Mangiare vegan a Gdansk
Pierogarnia
Partiamo dalla cosa più tipica che si può mangiare a Danzica (e in Polonia in generale): i pierogi.
Da Pierogarnia ci sono alcune proposte vegane molto interessanti. È una catena presente in diversi punti della città e, devo dire, davvero ottima per dei pranzi veloci o degli spuntini senza troppe pretese e per andare sul sicuro.
Noi abbiamo mangiato in quella sul lungofiume e ci siamo trovati bene: ambiente informale e servizio veloce. Il prezzo è un pochino più alto rispetto ai posti non di catena che fanno pierogi, ma anche la scelta è decisamente più ampia (compresa appunto qualche variante vegan che non si trova così facilmente altrove) quindi, onestamente, ci sta.
Avocado Vegan Spot e Avocado Vegan Bistro
Spostiamoci di quartiere e andiamo a Wrzeszcz (ve ne parlo in questo articolo qui del perché Danzica vada visitata anche e soprattutto fuori dal centro storico). Questi due posticini deliziosi sono adiacenti nella via principale del quartiere e sono frequentati soprattutto da persone del posto. A parte essere entrambi bellissimi e super green, il cibo è delizioso.
Questi due posticini deliziosi sono adiacenti nella via principale del quartiere e sono frequentati soprattutto da persone del posto, il che, per me, è sempre un ottimo segnale. A parte essere entrambi bellissimi e super green, il cibo è davvero buonissimo.
Da Spot si mangiano piatti più legati allo street food, ma fatti bene, in un ambiente super figo e colorato, con un’atmosfera molto easy e rilassata. È il classico posto perfetto per un pranzo veloce ma curato in quanto offre ingredienti freschi, combinazioni interessanti e porzioni soddisfacenti. Sono ottimi sia i wrap sia i bagel, ben farciti e per niente banali (per intenderci: non i soliti “ripieghi vegani”!). Noi ci siamo stati solo una volta ma credo che sia uno di quei posti in cui puoi tranquillamente tornare più volte senza annoiarti, perché il menu è vario e invita a provare cose diverse.




Il Bistro, invece, propone piatti più tradizionali rivisitati in chiave plant-based.
E qui abbiamo avuto una fortuna pazzesca: siamo capitati a pranzo proprio il giorno in cui in Polonia si festeggia ufficialmente la giornata dei bambini. Oltre al menu classico, c’era quindi un menu speciale con piatti polacchi legati soprattutto alle pietanze che vengono cucinate per i più piccoli. Noi abbiamo mangiato delle mega crocchette (una di spinaci e mozzarella vegetale e l’altra di lenticchie e barbabietole) e delle mega polpette preparate con il seitan, accompagnate da un purè di patate. Avete il presente il purè della donna? Ecco, proprio quello, ma senza aver fatto male a nessun essere vivente se non a me che ho potuto mangiarlo una volta sola!
É stato tutto delizioso.




NB: Vegan Bistro è molto piccolo quindi ho visto dei clienti ordinare al Bistro e poi andarsi a sedere allo Spot.
Greenway
Spostiamoci ancora un pochino e arriviamo a Sopot perché anche quando si fanno le gite fuori porta abbiamo voglia di mangiare come si deve e non melanzane alla griglia fatte passare per pietanza vegana!
Greenway si trova nella via pedonale della cittadina, a 5 minuti a piedi dall’inizio del lunghissimo pontile. Come per Avocado Vegan Spot, il menù strizza molto l’occhio allo street food e all’healty food: bowl colorate, piatti caldi, zuppe, burger vegetali e dolcetti che fanno molto “comfort food sano”.
Noi l’abbiamo trovato ideale per una pausa veloce ma soddisfacente, senza rinunciare al gusto. Attenzione, non è il posto per una cena romantica o particolarmente curata, ma fa esattamente quello che promette e, dettaglio non da poco, quando sei in giro tutto il giorno e inizi ad avere fame, è proprio il tipo di soluzione che ti evita di accontentarti di opzioni improvvisate (o, appunto, delle solite tristissime verdure grigliate).




Manna 68
Il miglior ristorante vegano di Danzica è senza dubbio Manna 68.
Qualità altissima, piatti gustosissimi (alcuni rivisitazioni di grandi classici locali, altri di grandi classici internazionali), ambiente molto curato, personale carinissimo e una buona selezione di etichette di vino: tutto contribuisce a renderlo un posto assolutamente da provare se si è in città.
Noi abbiamo preso cose favolose: quesadillas, tartare di barbabietola, filetto alla Wellington e una bistecca in 3D. Ed era tutto semplicemente pazzesco. Le porzioni sono abbondanti rispetto al tipo di ristorante che sembra, quindi il mio consiglio è: andateci piano con gli ordini, perché il rischio di arrivare alla fine piegati sui gomiti, come è successo a noi, è davvero altissimo. Detto ciò, a scanso di equivoci, posso giurare che era tutto talmente buono che non abbiamo avanzato nulla. Zero.
E, bottiglia di vino compresa, devo dire che abbiamo speso molto meno di quello che mi sarei aspettata da un posto del genere. Per la sazietà non abbiamo ordinato il dolce, ma ho spiato quelli degli altri tavoli e sembravano super invitanti. Altro motivo per tornare.
Credetemi se vi dico che pagherei per avere un Manna 68 sotto casa.






Patathai
Quando si è in viaggio, si vuole mangiare vegano e ci si ritrova in posti che friggono le patatine nel grasso di maiale… ecco che i ristoranti etnici salvano la vita.
Potevamo esimerci, per la prima cena (quella classica, in cui sei distrutto dalla sveglia all’alba e pure disorientato), dall’andare in un thailandese? La risposta è OVVIAMENTE no. E così siamo finiti da Patathai che, come suggerisce il nome, propone cucina thailandese.
Il locale è davvero bellissimo e ha anche dei tavolini esterni (che noi abbiamo evitato perché faceva un freddo assassino). L’ambiente è curato, un po’ etno-chic, ma senza risultare pretenzioso. Le proposte 100% plant-based sono tante e tutte super interessanti. Consiglio il classico pad thai (attenzione: alcuni contiengono uovo, quindi se siete vegani ricordatevi di chiedere di toglierlo) e il curry di tofu e latte di cocco, che è stata una vera esplosione di sapore.
Ovviamente, da perfetto locale etno-chic, Patathai è quello più caro tra quelli citati finora. Ma, ditemi la verità: a parte in Thailandia, qualcuno ha mai mangiato in un thailandese economico?



Bere bene a Gdansk
Aggiungo a questa lista tre posticini dove bere BENISSIMO.
Andiamo per ordine che, in questo caso, è quello della gradazione alcolica!
Café Palarnia
Scoprirete che a Danzica (non so se anche nel resto della Polonia perchè a Cracovia non ci avevo fatto così tanto caso) sono ossessionati dalle caffetterie. Per intenderci parliamo di posti che sono un incrocio tra le nostre vecchie torrefazioni e un café in perfetto stile nordic-chic.
Noi abbiamo provato Palarnia Kawy, che si trova in una via centralissima ma tranquilla, alle spalle della St. Mary’s Church.
Qui trovate un’ampia selezione di miscele, diversi metodi di estrazione e bevande a base di caffè davvero particolari, spesso combinate con estratti e infusioni erboristiche e, cosa non scontata, la maggior parte delle bevande con latte viene preparata con latte d’avena da menu e non su richiesta del cliente. Ma soprattutto, preparano dei piccoli capolavori in tazza, belli da vedere e ancora più buoni da bere.


La vineria Sezon
Siete appassionati di vini naturali? Perfetto, questo è il posto che fa per voi.
Sezon è una vineria nel cuore della città, un localino splendido dove tutto tende al rosa cipria/salmone e al verde salvia; io ero praticamente in estasi.
La lista vini è in continuo aggiornamento e comprende anche diverse etichette polacche che, e ci tengo a sottolinearlo a beneficio di chi magari non li conoscesse, possono essere davvero interessanti (e in questo caso “interessanti” non sta a “ottimi” come “simpatico” sta a “figo”). Noi ne abbiamo provati diversi, locali e non, e devo dire che ci sono piaciuti tutti. Se siete indecisi, fatevi guidare dal ragazzo al bancone: vi costruirà il calice perfetto a partire dai vostri gusti.
Sezon propone anche una selezione di piattini in accompagnamento, molti dei quali vegani e davvero sfiziosi.
Cosa si può volere di più? Forse solo un altro calice.



Il Craft Cocktails Bar
Chiudo l’articolo con questo locale specializzato in cocktail e distillati, in un ambiente che richiama l’allure degli anni del proibizionismo americano.
Che dire? Da Craft Cocktails abbiamo bevuto un Negroni rivisitato con gin Beefeater infuso al tè Earl Grey. Era così buono che appena rientrata in Italia ho provato a rifarlo anch’io e adesso ho la mia bottiglia speciale nella collezione.
Al di là di questo, il posto è davvero bellissimo, il personale è giovane e super appassionato di mixology, la selezione di whiskey (e affini) è fornitissima e la musica di sottofondo è perfetta. Non c’è modo migliore per chiudere una serata in città.
E, dettaglio non banale, pur essendo in pieno centro storico, si trova in una zona tranquilla senza caos inutile, solo vibes giuste e drink fatti come si deve.




Sì, vabbè, ma quindi?
Insomma, Danzica forse non è la destinazione più vegan-friendly d’Europa ma è una città che, con un minimo di ricerca e un pizzico di spirito di adattamento, sa regalare delle grandissime soddisfazioni anche a tavola. Anzi, forse proprio il fatto di dover selezionare un po’ di più i posti rende ogni scoperta ancora più eccitante.
Tra ristoranti che da soli valgono il viaggio, posticini in quartieri fuori dal centro e locali dove bere davvero bene, alla fine posso dire senza esitazioni che sì, tornerei a Danzica anche solo per mangiare (e bere).
