Cosa vedere a Danzica in 4 giorni: itinerario e centro storico

Nell’iniziare a scrivere questo nuovo articolo ho dato una scorsa agli altri pubblicati e mi sono resa improvvisamente conto che tutti gli ultimi weekend lunghi trascorsi in Europa sono durati quattro giorni pieni. E questo, quello di cui parlo qui, non fa eccezione.

Quattro è un bel numero di giorni, a mio parere, per approcciarsi a una città di medie dimensioni come Danzica, Gdansk per gli amici polacchi: una città che ha tantissimo da offrire in termini di storia e natura ma che non è satura di musei come le “capitalone” europee o città del calibro di Barcellona, Firenze o Venezia che, ufficialmente non sono capitali, ma richiedono una vita intera per essere davvero scoperte come meritano.

Ma perché, tra i tanti luoghi disponibili e a portata di voli “low cost” (dove ormai di low c’è rimasta solo la scomodità del sedile, perché i prezzi non differiscono poi così tanto dalle compagnie di bandiera… ma vabbè, io continuo a chiamarle così), andare proprio a Danzica?

Fate una cosa molto semplice: cercate online qualche immagine della città, soprattutto del centro storico. Già questo potrebbe bastare. Poi allargate un po’ la prospettiva e guardate su una mappa dove si trova. Ora, non so voi, ma io quando sento parlare di mari freddi (Mare del Nord, Mar Baltico, Mare Celtico, ecc…) mi sciolgo in un brodo di giuggiole: li trovo dannatamente affascinanti. Non pensate?
Se invece dei mari freddi non vi importa una cippa e avete bisogno di un’altra motivazione, ma siete appassionati di storia, allora sappiate che a Gdansk sono accadute cose fondamentali per la storia europea del secolo scorso.

Se ancora non vi ho convinto, non so davvero che altro aggiungere. Essendo Danzica la capitale della Pomerania, io speravo che l’ufficio del turismo locale desse in dotazione un adorabile volpino pomeranian da accudire per tutta la durata del soggiorno a chiunque sbarcasse in città (anche via traghetto — da qui si raggiunge Stoccolma in una ventina d’ore, con partenze più volte a settimana).
E invece no. Una volta arrivata ho scoperto che non è così. Anzi, non ne ho visto uno nemmeno a pagarlo oro. E ancora non mi spiego come sia possibile.
Ergo: niente leva emotiva del pom. E se a voi spiace, sappiate che a me spiace decisamente di più, dato che sono una grande fan della razza.

Bene, torniamo alle cose importanti: cosa fare in città? Cosa vedere? Come organizzare l’itinerario? Sono qui per questo, cari. Vi racconto come ci siamo organizzati noi, così potete prendere spunto liberamente.

Questione voli: Ryanair vola diretto da Orio, ma con partenza il venerdì sera e rientro il martedì. Se queste date non vi tornano, KLM vola quasi tutti i giorni (anche più volte al giorno, mi pare fino a tre) con scalo ad Amsterdam. In questo caso, prendendo il primo volo, per mezzogiorno siete già in città.

L’aeroporto dista circa 20 minuti dal centro. I mezzi pubblici sono efficienti e frequenti, ma noi abbiamo noleggiato un’auto per tutta la durata del soggiorno: volevamo la massima libertà sia per muoverci tra i quartieri sia per esplorare i dintorni che, ve lo anticipo, meritano parecchio.

Un ottimo punto dove dormire è l’isola di Granaria, nel pieno centro storico: un tempo sede dei magazzini commerciali della città portuale, oggi trasformata in una vera enclave dell’ospitalità. Ci trovate hotel, appartamenti, residence… il tutto senza perdere fascino, perché gli edifici richiamano la loro destinazione originaria.
In più si parcheggia facilmente (a pagamento), dettaglio non banale.
Noi abbiamo dormito al Granaria Riverside Suites: appartamento bellissimo, super pulito, arredato con gusto e dotato di ogni comfort. Il nostro non era vista fiume, ma si può scegliere in fase di prenotazione.

Appartamenti e suites in centro a Gdansk
Appartamenti e suites in centro a Gdansk
Appartamenti e suites in centro a Gdansk
Per non scrivere un articolo lungo quanto una tesi di dottorato, ho diviso l’itinerario in due: in questo restiamo in città (per cui 3 giorni sono più che sufficienti), mentre nel prossimo ci spostiamo fuori dal centro, tra quartieri periferici meno conosciuti e gite fuori porta.

Il centro storico

Da dove partire con la visita?

Senz’altro dal centro storico. E qui una precisazione: quello che vedete non è l’originale (completamente raso al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale), ma una ricostruzione fedele che non toglie nulla alla magia del posto.
Le case del Główne Miasto (il centro, appunto) sono in stile rinascimentale olandese, e capita spesso di sentirsi leggermente spiazzati: sembra di essere finiti in una versione baltica di Amsterdam.
Palazzi stretti, alti tre o quattro piani, tetti a punta dalle forme strane, facciate super colorate: già da soli valgono la visita.

case colorate in centro a Danzica
Case colorate in centro a Danzica

Le due vie principali – Via Lunga (Długi Targ) e via Mariacka (la “via dell’ambra”) – sono un caos di turisti. Ma basta infilarsi in una qualsiasi stradina laterale per ritrovarsi, di colpo, nel silenzio più totale.
È una dinamica che noto spesso nelle città molto turistiche: mi viene sempre il dubbio che esista una sorta di confine invisibile che la maggior parte delle persone non supera.
Sta di fatto che qui vale davvero la pena uscire dal “flusso” e perdersi nei vicoli: giardini nascosti, piccoli caffè, cortili verdissimi, opere d’arte inaspettate… una meraviglia.

Federico, che di solito è un po’ riottoso verso le città del Nord Europa, è rimasto completamente stregato da questi scorci. E in effetti riescono a rendere vivibilissimo anche il centro più centrale che ci sia.

Itinerario a Danzica e il suo lungofiume
Itinerario a Danzica e il suo lungofiume
I caffè di Danzica
Danzica è una città piena di fiori
piazze di Danzica
Pausa in centro a Danzica

Qui si concentrano anche le principali attrazioni di cui leggerete su guide e siti ufficiali (e delle quali quindi io non scriverò perchè potete trovare molte info più attendibili e interessanti altrove). E sempre qui si sviluppa il lungofiume, dove la Motława si prende una pausa dalla sua storia commerciale e diventa semplicemente un posto in cui passeggiare, prendere il sole su panchine fatte apposta per sdraiarsi, fare aperitivo o mangiare in uno dei tanti ristoranti, decisamente turistici, affacciati sull’acqua.
Lungo questo tratto potete anche osservare i ponti mobili aprirsi e chiudersi per lasciar passare le imbarcazioni: ogni ponte è diverso e il meccanismo cambia ogni volta. Vale la pena fermarsi a guardarli.

Sul fiume si trova anche il Museo Marittimo (più che sulle imbarcazioni, è incentrato sul ruolo del commercio fluviale e marittimo nella storia della città). Noi non lo abbiamo visitato, ma abbiamo ammirato dall’esterno la gru medievale, uno dei simboli più iconici di Danzica.

i ponti sul fiume a Danzica
il fiume di Danzica

Questa zona si visita comodamente in un pomeriggio, anche fermandovi a fare pause, pausine e pausette come abbiamo fatto noi. Ogni giardino era un’occasione di sosta. In alcuni c’erano anche delle sdraio a disposizione dei passanti e ci siamo rilassati totalmente dopo la levataccia mattutina per andare in aeroporto e dopo la perdita del bagaglio da parte di KLM (sì, è così! Avete letto bene… Scrivo “ouch!”, ma sappiate che sto pensando altre cose non ripetibili per iscritto).

La storia: la guerra è iniziata qui

Passiamo oltre e dedichiamoci alla storia. Tralasciando tutto il “pre” (ma solo perché altrimenti vi starei scrivendo ancora dal terrazzino del nostro adorabile appartamento in affitto), mi concentrerei sui fatti del secolo scorso. E che fatti!

Vi basti pensare che a Danzica è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale. Cioè, tutto-tutto-tutto è partito da qui: da un primo assalto da parte dei nazisti a una base posta a controllo dell’accesso in città dal mare. Il luogo in cui tutto è iniziato si chiama Westerplatte e oggi vi sorge un memoriale stupendo da visitare a tutti i costi.
Prendetevi il tempo per farlo: si tratta di una passeggiata di circa un chilometro e mezzo in mezzo al verde e alle rovine della base polacca. Passeggiando vi capiterà magari di incrociare delle volpi, come è successo a noi. Questo ormai è il loro habitat e le carcasse degli edifici distrutti dalle granate sono diventate le loro tane; siate quieti e rispettatele.

Al termine del percorso (lungo il quale vi segnalo una serie di pannelli informativi da non perdervi per capire meglio cosa è successo in quella battaglia e nei giorni successivi) c’è un obelisco in cima a una collinetta piena di fiori spontanei. L’obelisco celebra il male subito dalla città, sia a opera dei nazisti sia dell’Unione Sovietica che, con un accordo inizialmente segreto, si spartì insieme a Hitler la Polonia e il territorio (prima libero) di Gdansk. La vista da lassù è splendida.

Westerplatte a Danzica è un luogo storico da visitare
Westerplatte a Danzica è un luogo storico da visitare
Westerplatte a Danzica è un luogo storico da visitare
Westerplatte a Danzica è un luogo storico da visitare
Westerplatte a Danzica è un luogo storico da visitare
Westerplatte a Danzica è un luogo storico da visitare

Altro luogo da NON PERDERE ASSOLUTAMENTE è il Museo della Seconda Guerra Mondiale. Credo sia uno dei musei più “belli” (si può usare questo termine parlando di una cosa così orribile e drammatica come una guerra? Boh!) che abbia mai visitato. Qui viene raccontato tutto il conflitto, non solo quello che ha avuto luogo a Danzica: dall’inizio agli attori coinvolti, dallo svolgimento alle diverse fasi fino al dopoguerra. C’è una sezione sulla vita quotidiana a Gdansk ed è straziante.

Considerate che la visita, con audioguida da prendere se volete un’esperienza ancora più immersiva, dura circa tre ore. Da lì, a piedi in tre minuti, dovete assolutamente recarvi al vecchio ufficio postale, dove gli impiegati hanno combattuto e resistito a un assalto nazista. I pochi sopravvissuti, che non si sono arresi fino al termine dell’assalto, sono stati fucilati all’interno del cortile del palazzo. Oggi è un museo della Posta, ma dall’esterno si vede il luogo della fucilazione e il memoriale ai caduti.

Museo della Seconda Guerra Mondiale a Danzica
Danzica Gdansk è bellissima
Museo della Seconda Guerra Mondiale a Danzica
Museo della Seconda Guerra Mondiale a Danzica
Museo della Seconda Guerra Mondiale a Danzica
Museo della Seconda Guerra Mondiale a Danzica
Museo della Seconda Guerra Mondiale a Danzica
Museo della Seconda Guerra Mondiale a Danzica
Museo della Seconda Guerra Mondiale a Danzica

NB: segnalo che il Museo della Seconda Guerra Mondiale è chiuso il lunedì! Occhio quindi a inserirlo bene nell’itinerario.

Il terzo luogo di Danzica famosissimo per la storia del secolo scorso è il Solidarity Center. Noi questo non lo abbiamo visitato per mancanza di tempo ma, passando lì attorno, è pieno di murales a tema. La storia di Solidarność è quella del primo sindacato indipendente che si è battuto all’interno del blocco sovietico per i diritti dei lavoratori. Tornando in città, sicuramente ripartirei da qui.

Ufficio postale di Danzica
Movimento Solidarietà sindacato a Danzica murales
Se vi fermate più di 2-3 giorni, vale davvero la pena uscire dal centro: quartieri come Zaspa o Wrzeszcz e posti come Sopot cambiano completamente prospettiva. Ve ne parlo meglio qui.

Viaggiatrice povera, fotografa inesperta, pasticciona tecnologica, gattodipendente. Rifletto sul senso della vita e raccolgo dettagli che fanno la differenza. Ricordi, impressioni, immagini, incontri.

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