Cosa vedere nei dintorni di Danzica: i quartieri meno turistici, Sopot e le scogliere di Orlowo

Se vi fermate a Danzica più di un paio di giorni pieni, a un certo punto vi verrà spontaneo fare una cosa: uscire dal centro (di cui parlo qui). Non perché non meriti, anzi!, ma perché dopo averlo girato per bene viene naturale chiedersi cosa c’è appena un po’ più in là. E, spoiler, la risposta è: parecchio!

Quartieri meno centrali, molto più “locali”, pieni di dettagli interessanti e completamente fuori dalle rotte turistiche più battute. E poi il mare, le scogliere, le cittadine eleganti come Sopot e tutta una serie di escursioni che si possono fare anche in giornata.

In questo articolo vi racconto proprio questa parte del viaggio: quella appena fuori dal centro che spesso viene sottovalutata ma che, secondo me, fa davvero la differenza.

I quartieri bucolici di Gdanzsk: Wrzeszcz e Jaśkowa Dolina

Innanzitutto, se si ha un po’ di tempo, vale la pena fare una passeggiata a Wrzeszcz, un quartiere dove Danzica si riprende se stessa e torna a essere una città, permettetemi di scrivere, “normale”: qui gli abitanti ci vivono davvero. Ci sono baretti deliziosi, bei palazzi, giardini e minuscoli corsi d’acqua nascosti e zero turisti.

Noi ci siamo stati due volte: la prima piovicchiava ed era tutto un po’ sonnecchiante. I tavolini all’aperto dei bar erano stati ritirati o le sedie chiuse, c’era poca vita per strada e chi passava (rigorosamente senza ombrello, come fanno i popoli del nord che con gli ombrelli ci si scialacquano le palle) lo faceva a testa china e di fretta. Ci siamo fermati per pranzo e ce ne siamo andati ripromettendoci, nel caso avessimo avuto un po’ di tempo, di tornarci con una bella giornata di sole. Così abbiamo fatto l’ultimo giorno in città. Ci era piaciuta la prima volta, ci è piaciuta molto di più la seconda. Oltretutto era in settimana, quindi i negozietti locali erano aperti e c’era un gran via vai di persone affaccendate nelle questioni quotidiane.

A Wrzeszcz, che io non ho la minima idea di come si pronunci, ci si può dedicare il tempo di una passeggiata nelle sue vie tranquille e bellissime, ci si può sedere a prendere un caffè o a pranzare in due buonissimi ristorantini vegani, oppure fermarsi a prendere un po’ di fresco nel romanticissimo parco Kuźniczki. Ve l’ho già detto, vero, che Gdansk è una città fatta per le pause?!?

Wrzeszcz, un quartiere dove Danzica si riprende se stessa
Wrzeszcz, un quartiere dove Danzica si riprende se stessa
Wrzeszcz, un quartiere dove Danzica si riprende se stessa
Wrzeszcz, un quartiere dove Danzica si riprende se stessa
Wrzeszcz, un quartiere dove Danzica si riprende se stessa
Wrzeszcz, un quartiere dove Danzica si riprende se stessa

Vicino a Wrzeszcz (tanto che, credo, sia ancora considerato parte del quartiere ma non sono riuscita ad appurarlo con certezza assoluta) si trova Jaśkowa Dolina. È una zona verde, circondata da un bosco e con laghetti qua e là lungo la strada principale. Un posto bucolico, non saprei come altro definirlo!

Qui sono state costruite negli anni le ville degli abitanti più ricchi della città. Ora queste ville ci sono ancora, anche se alcune sono diventate sedi di istituzioni e altre sono state divise in appartamenti; a queste si sono aggiunti anche alcuni bellissimi condomini extralusso che, con il bosco alle spalle e le dimore storiche al loro fianco, creano un contrasto piacevolissimo da osservare. Qui non c’è nulla se non abitazioni e natura per tutta la lunghezza della strada, quindi non pensate di venire a prendere un caffè o mangiare qualcosa: il momento di stacco che offre Jaśkowa Dolina è quello dalla città, come comunemente viene intesa. Se poi avete la fortuna di passeggiarci dopo una leggera pioggia, il profumo di sottobosco è qualcosa di poetico.

Jaśkowa Dolina, nei dintorni di Danzica, è un posto bucolico
Jaśkowa Dolina, nei dintorni di Danzica, è un posto bucolico
Jaśkowa Dolina, nei dintorni di Danzica, è un posto bucolico
Jaśkowa Dolina, nei dintorni di Danzica, è un posto bucolico

La mia crush: Zaspa

Passando dal bucolico al brutalista, ci spostiamo nella parte di Danzica che in assoluto ho amato di più: Zaspa. Si tratta di un quartiere nato negli anni ’70, in piena epoca socialista, in perfetto stile Unione Sovietica, dove il disagio estetico era così forte da aver reso bellissimo l’orribile, secondo me.

Qui sono stati costruiti una serie di palazzoni TERRIFICANTI, irriconoscibili gli uni dagli altri se non per la targa con il numero del palazzo e la lettera della scala e per la disposizione all’interno di un quartiere a sé stante rispetto al resto della città. Quando si arriva con l’aereo e si sta per atterrare, i palazzi di Zaspa si vedono benissimo e già fanno cagare da là in alto. Eppure, per me, hanno più fascino delle casette colorate olandesi.

In questo mi ha influenzato tantissimo Federico, un vero amante del brutalismo e appassionato di disagio esistenziale sovietico. Del resto, da uno che si addormenta guardando i reel di Lookatthisrussian, cos’altro ci saremmo potuti aspettare? Non credo. Fatto sta che mi ha influenzata, e ho fatto fatica a mollare il colpo durante la visita di Zaspa nonostante la stanchezza accumulata durante il giorno e il vento freddo che non lasciava scampo a nessun pezzetto di pelle esposto.

A un certo punto, però, qualcuno ha deciso di rimediare (o forse di esaltare ancora di più il tutto) e a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni. I primi risalgono al 1997, in occasione dei festeggiamenti per i 1000 anni della città, ma è soprattutto tra il 2009 e il 2016 che il progetto ha preso davvero piede, trasformando il quartiere in una galleria d’arte a cielo aperto.

Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni
Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni
Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni
Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni
Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni
Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni

I soggetti dipinti sono i più diversi, ma hanno quasi sempre un taglio di denuncia civile: diritti umani, ambiente, economia, disuguaglianze sociali, ecc. Non mancano anche richiami alla storia della città, tra cui la storica visita di Papa Wojtyła che nel 1987 celebrò proprio qui una messa davanti a una folla enorme. Nel murale s lui dedicato, il Papa pare Orlando Bloom che interpreta Legolas ma coi capelli corti. Orribile! Se non ve ne frega più di tanto, sentitevi liberi di saltarlo!

In ogni caso, l’effetto è sorprendente. Credetemi: se siete appassionati di questo tipo di arte, Zaspa non può non essere visitata.

All’entrata del quartiere c’è una mappa con la localizzazione delle opere e il nome degli artisti. Vi servirà! Fotografatela e girate tenendola sotto mano, perché è un attimo perdersi e saltare qualche murales interessante.
Altra cosa: gli edifici sono divisi in due macro blocchi. Organizzatevi bene prima, per non fare come noi che abbiamo fatto avanti e indietro un paio di volte in auto perché avevamo saltato proprio quelli per i quali abbiamo originariamente visitato la zona.

Io sono andata fuori di testa, lì. Se fosse stato per me, avrei preso residenza a Zaspa.

Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni
Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni
Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni
Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni
Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni
Nella periferia di Danzicam, a Zaspa hanno iniziato a comparire murales giganteschi sui muri ciechi dei palazzoni

Fuori città: Sopot e il Mar Baltico

Fidatevi: se avete intenzione di visitare Danzica e lo fate nella bella stagione, mettete in programma una giornata sulla costa dei dintorni. Come vi dicevo anche nell’altro articolo, io amo i mari freddi. Non ci faccio il bagno, intendiamoci, ma mi piace osservarli, visitare le cittadine che si affacciano su queste acque che a volte sembrano molto più calme di quelle del Mediterraneo ma che nascondono delle insidie pazzesche.

In contrasto con la brutalità di quei mari, i centri abitati che li costeggiano sono spesso il ritratto della placidità: tutto è perfetto, curato, lento, spesso coloratissimo. Sui balconi ci sono fiori che a me, a Monza, muoiono per il freddo non appena li porto a casa dal vivaio. Ma perché??? Come diavolo fanno? Forse anche a quelle piante piace “la situazione”, come direbbero a Roma, e quindi si attaccano alla vita per crescere e fiorire rigogliose nonostante il freddo porco, il sole che scalda pochissimo e il vento che ti porta via anche quando gli autoctoni dicono che non ce n’è. Mah. È un mistero, come quello della totale assenza dei cani pomeranian nella regione che si chiama proprio come loro.

Bene, a Sopot il tripudio di fiori è garantito (credo tutto l’anno).

Si tratta di una cittadina marittima vicinissima a Danzica (una ventina di minuti in auto dal centro città) che, insieme a lei e alla ben più grande Gdynia, forma la cosiddetta Tri-City. Sopot è elegantissima e super posh. Ci sono hotel che solo a guardarli ti fanno sentire la carta di credito che tenta la fuga per paura di prosciugare il conto corrente; poi ristoranti affacciati sul mare con personale in livrea da cena di gala e servizio car valet davanti a negozi esclusivi.

Detto questo, Sopot non è solo questo. C’è il molo più lungo in legno d’Europa (o così dicono loro e comunque sono circa 500 metri, che non è poco), una spiaggia bellissima e un centro pieno zeppo di opere d’arte inaspettate in luoghi insospettabili. E c’è pure un ristorante vegano, pensate un po’!

Sopot è un'elegante cittadina di mare vicino a Danzica
Sopot è un'elegante cittadina di mare vicino a Danzica
A Orlowo, vicino a Sopot e a Danzica, ci sono delle scogliere bellissime
Sopot è un'elegante cittadina di mare vicino a Danzica
Sopot è un'elegante cittadina di mare vicino a Danzica
Sopot è un'elegante cittadina di mare vicino a Danzica
Sopot è un'elegante cittadina di mare vicino a Danzica
Sopot è un'elegante cittadina di mare vicino a Danzica
Sopot è un'elegante cittadina di mare vicino a Danzica

La passeggiata sul lungomare è praticamente infinita e ovunque si possono noleggiare biciclette per spostarsi con facilità. I parchi sono tutti fioritissimi e ovunque si può fare una sosta su panchine e sedie sdraio messe a disposizione dei passanti.

Camminando si percepisce proprio un clima vacanziero da riviera del Nord Europa. E la luce, proprio quella luce lì, difficilmente si trova uguale altrove. Bellissimo.

Dopo una passeggiata sul molo (è a pagamento, ma vale davvero la pena perché la costa vista dal mare è meravigliosa) e un po’ di relax al sole in fondo al pontile, siamo stati in spiaggia per un’oretta. Ho anche bagnato i piedi e c’era gente che faceva il bagno. Giuro che, se avessi avuto il costume, ci avrei provato. Ho rosicato moltissimo!

Da Sopot, se riuscite a venir via, potete raggiungere in pochissimi minuti (di auto o di bici oppure con una camminata sul lungomare di una quarantina di minuti) il molo di Orłowo e le omonime scogliere. Noi siamo arrivati che il sole stava iniziando a calare e abbiamo beccato l’inizio del tramonto.

Con un’altra passeggiatina-ina-ina di una decina di minuti su un sentiero che parte alla fine della spiaggia e sale nel bosco, si arriva in cima alla scogliera. La vista toglie il fiato e si è circondati dalla ginestre in fiore. Inutile dire che ho amato anche questo.

A Orlowo, vicino a Sopot e a Danzica, ci sono delle scogliere bellissime
Sopot è un'elegante cittadina di mare vicino a Danzica
A Orlowo, vicino a Sopot e a Danzica, ci sono delle scogliere bellissime

Altri vari ed eventuali fuori porta

Premetto subito che questa parte di gitarelle non le abbiamo fatte per mancanza di tempo, ma al momento della programmazione dell’itinerario sono stata davvero indecisa tra Sopot e Orlowo e il resto che sto per nominare. Poi abbiamo scelto Sopot perchè abbiamo prediletto una gita al mare senza spostarci troppo, ma l’indecisione è stata forte fino a pochi giorni prima di partire.

In lizza per la giornata fuori città c’erano anche:

  1. la Penisola di Hel, un tripudio di mare e spiaggie a un’ora e qualcosa da Danzica. Tenete però conto che poi, per arrivare alla punta della penisola, ci vuole ancora un bel po’ di tempo in auto. Pare che ci si possa fermare a Jastarnia e non sacrificare troppo, ma conoscendomi (-ci, perchè Fede è come me) non ci saremmo mai accontentati di non arrivare fino a Hel. Se si chiama “penisola di Hel” ci sarà pure un motivo, no?!? Qui avremmo potuto fare praticamente solo vita da spiaggia ma, anche dato le temperature non proprio da bagno, l’abbiamo scartata;
  2. il Castello di Malbork, che è enorme (pare sia il castello in mattoni più grande del mondo) e che sarebbe stato perfetto per una giornata più “storica”. Da quello che ho letto, però, è anche piuttosto preso d’assalto, quindi andava messo in conto un po’ di affollamento;
  3. il Parco Nazionale di Słowiński, perfetto invece per una giornata immersi nella natura tra dune mobili, vento e paesaggi un po’ fuori scala. L’idea era quella di fare un po’ di escursionismo e vedere qualcosa di completamente diverso dal resto del viaggio… ma, anche qui, abbiamo dovuto scegliere. Inoltre sarebbe servito un abbigliamento un pochino più tecnico con le scarpe da trekking e davvero non ci stavano nel bagaglio.

 

E quindi?

Gdansk ci è piaciuta moltissimo e siamo stati davvero bene. Se avete qualche giorno in più, il consiglio è uno solo: non restate solo nel centro. La città è già bellissima così, ma è appena fuori che si capisce davvero quanto ha da offrire. E tra una tappa e l’altra, preparatevi: finirete comunque per fare un sacco di pause. Ma, almeno per quanto mi riguarda, le pause sono una delle componenti più belle di ogni viaggio che altrimenti diventerebbe un lavoro.

 

Viaggiatrice povera, fotografa inesperta, pasticciona tecnologica, gattodipendente. Rifletto sul senso della vita e raccolgo dettagli che fanno la differenza. Ricordi, impressioni, immagini, incontri.

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