Due giorni (straordinari) ad Atene

Premetto che questa città meriterebbe di essere vista con un po’ più di calma e più approfonditamente, ma se avete due giorni pieni per visitarla vi potete in qualche modo accontentare. Così abbiamo fatto noi che, per ragioni organizzative dovute alla partenza così a ridosso del ritorno dal viaggio estivo, ci siamo organizzati per riuscire a vedere quanto più possibile dei monumenti che ci interessavano nel poco tempo a disposizione.

Il mio personale consiglio spassionato è che in queste situazioni, anche il viaggiatore più integralista è bene si lasci contaminare dall’approccio da “turista medio” cosi fermamente rinnegato: orsù, mettete da parte lo snobismo tipico di coloro che rifuggono i negozi di souvenir kitch, i pulmini hop on hop off e i ristoranti turistici, trovatevi un hotel davvero centralissimo e aprite il portafogli.

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Premesso ciò, ecco come ci siamo organizzati per questa due giorni non stop di meraviglie approdate fino ai giorni nostri direttamente dall’antichità!

HOTEL:

Noi abbiamo scelto il centralissimo, pulito e economico Kimon Hotel, direttamente nel cuore della Plaka, il quartiere più vecchio della città. Data l’economicità delle stanze e la loro semplicità, vi consiglio di prendere una superior. Le basic potrebbero essere veramente tali!

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Il Kimon non offre la colazione, ma si trova a 20 metri dalla piazza della Cattedrale che è piena zeppa di bar super turistici che ti cucinano pure la mamma del proprietario se paghi, quindi, procacciarsi cibo diventa paragonabile quasi a un servizio in camera! Altra possibilità da non sottovalutare, l’hotel ha il bollitore nelle stanze e un rooftop stupendo con tavolini e vista sull’Acropoli e se vi organizzate comprando qualcosa fuori, potete consumare qui i vostri pasti.

In ogni caso, scegliete l’hotel che più si confà alle vostre esigenze e ai vostri gusti, ma soggiornate nella Plaka, turistica da matti ma ancora strapiena di ateniesi doc che ci vivono da generazioni. Il motivo? Semplicemente, nonostante la massa di turisti che qui approda in continuazione a caccia di scorci caratteristici e taverne più finte dei souvenir made in China, il costo della vita in questa zona è rimasto molto conveniente rispetto ad altre zone del centro città . E poi, è talmente bella…

COLLEGAMENTO CON L’AEROPORTO:

Di collegamenti da e per l’aeroporto ce ne sono a bizzeffe: metro, bus, taxi… Noi, visti gli orari dei voli (rigorosamente RYANAIR!), ci siamo organizzati tramite l’hotel prenotando un servizio chiamato Welcome PickUps. Un autista di taxi ci ha recuperato all’arrivo e un altro ci ha riportato indietro. Ci hanno lasciato e prelevato direttamente di fronte all’hotel. Comodissimo! Nel caso vi possa servire, mi sono salvata il numero dell’autista del ritorno che si è dimostrato essere una persona deliziosa e molto, molto professionale. Al prossimo viaggio nella capitale greca mi organizzerò direttamente con lui. Il costo del servizio è stato di € 100 per due persone ma considerate che siamo arrivati la sera tardi (tariffa notturna) e siamo ripartiti la domenica (tariffa festiva).

COME ABBIAMO ORGANIZZATO LE VISITE:

Giorno 1

In mattinata, esattamente in quest’ordine e con grande calma, abbiamo visitato:

  1. la Biblioteca di Adriano,
  2. l’Agorà Romana (con la Torre dei Venti),
  3. l’Antica Agorà.

 

Per pranzo ci siamo fermati vicino all’Antica Agorà sul confine tra Monastiraki e Psyri in una taverna molto carina (Cafè 111, economica, buon cibo, personale caloroso come l’aria condizionata negli hotel/casinò di Las Vegas ad agosto) dove abbiamo mangiato cibo tradizionale e fatto del gran “people watching” (cosa in cui siamo pluri specializzati e che ci piace sempre tanto).

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Nel pomeriggio:

  1. abbiamo preso il pulmino Hop on Hop Off alla fermata di Psyri (ma il biglietto lo abbiamo fatto online perché così è scontato e valido 2 giorni anziché 24h) che ci ha portato direttamente all’entrata dell’Acropoli,
  2. l’Acropoli, appunto, a cui abbiamo dedicato circa 2 ore ma scegliendo esattamente cosa vedere e cosa tralasciare,
  3. il Museo dell’Acropoli, dove abbiamo pure fatto un aperitivo nel bar/ristorante sul tetto con vista sul Partenone e sulle case più costose della città.

Qua e là, in giornata, abbiamo visitato alcune chiesette greche ortodosse che più carine di così non potevano farle. I greci sono molto, molto religiosi e i loro luoghi di culto sono molto belli. Se vedete qualche chiesetta aperta, entrate a dare un’occhiata. La visita non vi porterà via più di qualche minuto, ma sarete ricompensati dalla bellezza che vi restituirà. La Cattedrale invece non è niente di chè. Se non avete tempo, saltatela e non vi perderete nulla.

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In serata abbiamo cenato da Pame Tsipouro, Pame Kafeneio (consigliatoci da un italiano che vive e lavora ad Atene, serve ottimo pesce e ha un servizio veramente friendly ma NON bevete il vino rosè della casa… fatelo per voi stessi! Non cedete neanche sotto tortura!)

Il dopo cena lo abbiamo trascorso da Yiasemi, uno dei locali più fotografati e frequentati (anche dagli abitanti della cittá) di tutta Atene perché si trova in un posto stupendo e perché il bar in sé è all’altezza della sua location. Qui abbiamo assaggiato il rakomelo (un digestivo tipico da consumare caldo che ricorda un po’ vagamente il vin brulè). La mia vita è svoltata di nuovo esattamente come quando ho scoperto il margarita in un ristorante nell’Old Town di San Diego. Al duty free dell’aeroporto ci siamo comprati due bottiglie di questa delizia e ora sono un’alcolizzata; felice, ma alcolizzata!

Infine, abbiamo passeggiato nelle viuzze della Plaka “alta” nel cuore della notte rientrando a un orario impegnativo in hotel.

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La giornata è durata piùomenocirca 35 ore ma sono state tutte gloriose!

Nota bene per la visita all’Antica Agorà e all’Agorà Romana

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L’Antica Agorà è FA-VO-LO-SA!

Considerate almeno un’oretta e mezza per vederla velocemente e sommariamente. Il tempio di Efesto è il meglio conservato di tutta la Grecia e lo Stoà di Attalo impressionante. Noi abbiamo scelto di non entrare nel museo che contiene perché avevamo troppo poco tempo, ma anche da fuori, passeggiare sotto il suo porticato e godere della prospettiva del colonnato è un’esperienza da fare.

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L’Agorà Romana è molto più piccola e modesta. Per questo motivo, vi consiglio di vedere prima questa della sorella più grande altrimenti potreste rimanerne davvero delusi.

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Nel caso dobbiate sacrificare qualcosa, scegliete di tralasciare la Romana e visitare l’altra.

Nota bene per la visita dell’Acropoli e del Museo dell’Acropoli

Considerate che alle 16 di un pomeriggio della seconda metà di ottobre, ancora faceva un caldo porco e spuntavano rincoglionitissimi turisti giapponesi come funghi nei boschi piemontesi. Se non sopportate il caldo e gli idioti, organizzate la visita in stagione ancora più bassa e possibilmente non nel week end. Oppure compratevi acqua Avene in spray per rinfrescarvi (che fa pure molto chic) e oggetti contundenti per aprirvi un varco tra la folla dei mentecatti con gli occhi a mandorla.

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L’Acropoli chiude alle 18 (in alta stagione più tardi) e se vi affrettate potete riuscire a visitare il vicino (500 m circa a piedi) e MAGNIFICO Museo dell’Acropoli che chiude alle 20. Le Cariatidi originali sono conservate qui e solo la vista di queste 4 signore e mezzo merita il viaggio. Per cultura generale vi dico, nel caso non ve lo ricordaste dai libri di storia dell’arte della scuola, che in origine queste statue erano 6 ma una è stata bombardata (quindi ne sopravvive solo una parte) e un’altra è al British Museum insieme a tutti i pezzi del Partenone che Lord Elgin riuscì a mettere in borsetta e portarsi via.

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Se non siete appassionati di busti, bustini e bustoni, focalizzate l’attenzione sulla Galleria dell’ingresso (impressionante), il mezzanino delle Cariatidi (commovente) e la Galleria del Partenone (strepitosa), anche se la maggior parte dei pezzi usati per la ricostruzione in scala 1:1 del tempio più famoso della storia sono copie (se volete gli originali, sono sempre al British Museum… La borsetta di Elgin era mooolto capiente!).

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Giorno 2

La mattinata è stata divisa tra:

  1. la visita all’arco di Adriano e il Tempio di Zeus,
  2. una passeggiata a Exarchia (raggiunta sempre tramite il pulmino a due piani della City Sightseeing),
  3. il pranzo in una taverna greca nel cuore di Psyri (“To 21“, buono e pieno di avventori locali).

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Nel pomeriggio ci siamo rilassati tornando a piedi al meraviglioso Yiasemi dove abbiamo trascorso un’ora e mezza in completo sciallo bevendo la limonata più limonatosa mai assaggiata e godendoci la bellezza di questo locale tutto color bianco e salvia, pieno di piante e fiori, a tratti arredato con grandissima cura e a tratti lasciato a uno stato selvaggissimo.

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Dopo un’altra passeggiata per la Plaka alta, a malincuore siamo rientrati in hotel dove il nostro tassista ci aspettava per portarci all’aeroporto.

BIGLIETTI DI ENTRATA AI SITI ARCHEOLOGICI:

Se siete interessati a concentrare le visite alle rovine archeologiche della città (e mi auguro per voi che sia così), vi consiglio di acquistare il ticket cumulativo del costo di € 30 che vi consente di accedere a:

  1. Acropoli (€ 20)
  2. Antica Agorà (€ 8)
  3. Agorà Romana (€ 6 – ma non sono sicura perché ci hanno detto due prezzi diversi)
  4. Tempio di Zeus (€ 12)
  5. Biblioteca di Adriano (€ 4)
  6. Stadio Panathinaiko (€ 3 – noi lo abbiamo visto solo da fuori passandoci con il bus e con i taxi da e per l’aeroporto. Impressionante, ma dovendo scegliere, lo abbiamo sacrificato).

Vedete che il biglietto cumulativo conviene?!? E se lo comprate online, saltate le code! Vale 5 giorni dalla data dell’ammissione al primo sito da visitare.

Il Museo dell’Acropoli è escluso dal biglietto cumulativo e l’ingresso viene € 5 a persona.

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IMPORTANTISSIMISSIMO CHE DI PIÙ NON SI PUÒ:

Atene è, come la maggior parte della Grecia, piena zeppa di mici randagi. In centro e nei siti storici troverete spesso dei punti pappa gestiti dalla gente locale e dei rifugi più o meno di fortuna ma…. se vi piacciono gli animali, mettetevi una manina sulla coscienza e lasciatevi intenerire: se girate con un sacchettino – facciamo anche un paio! – di crocchino appetitosi o di snack per gatti, farete felici moltissime creaturine adorabili. Sappiate che il karma vi osserva sempre e i servizi resi amorevolmente ai mici valgono almeno il triplo dei punti nella scala karmica!

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Se siete interessati ad aiutare, magari anche economicamente, chi si occupa di questi gatti o avete segnalazioni da fare per mici che paiono in particolare difficoltà, potete rivolgervi alla serissima associazione Nine Lives Greece. Fanno un lavoro pazzesco per garantire sterilizzazioni, cure e (quando possibile) adozioni per i gatti locali.

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Viaggiatrice povera, fotografa inesperta, pasticciona tecnologica, gattodipendente. Rifletto sul senso della vita e raccolgo dettagli che fanno la differenza. Ricordi, impressioni, immagini, incontri.

10 Comments

  1. Atene è senza dubbio – almeno per me – una delle città europee più belle. O almeno a me è piaciuta tantissimo, nonostante le tantissime cose brutte che mi avevano detto amici e conoscenti che ci erano stati. L’ho trovata di una bellezza unica, ho trovato gente cortese e disponibile, e il cibo davvero ottimo. Se penso a quanto ho mangiato prendo due chili così, solo con il pensiero.
    I giapponesi che ti passano davanti e ti prendono a gomitate sono insopportabili! E quelli che si fanno il servizio fotografico completo quando tu sei in fila da mezz’ora per fare UNA fotografia?

    1. Gli ultimi di cui hai scritto erano tutti a Praga tra il 26 e il 29 dicembre… Anzi… Erano tutti al Vicolo D’Oro.
      Silvia, comunque sono d’accordo al 1000% con te: città straordinaria. L’ho amata da matti e ci tornerei anche domani anche senza andare a vedere nulla in particolare anche se… il Partenone, lo Stoá di Attalo e la sala delle Cariatidi mi commuovono anche solo a pensarci. Mi viene la pelle d’oca.

      Stupenda!

      Anche io avevo sentito da una persona cose molto negative, ma credo sia proprio questione di gusti. Più un posto é incasinato, vissuto, vero più mi affascina.

      E il cibo… Acquolina!

      Ti abbraccio…

      1. Secondo me sono gli stessi che erano a Bergen a maggio in cima al monte Fløyen!
        Atene è una città stupenda ma sicuramente come dici te è una questione di gusti e anche me i posti un po’ decadenti piacciono da matti. E a questo punto mi viene da pensare che Sofia potrebbe piacerti un sacco, sempre che tu non ci sia già stata!

  2. Adorando io la Grecia, trovo che Atene sia una delle città più sottovalutate d’Europa! Comunque la tua descrizione dei turisti giappi è meravigliosa, sto ancora ridendo 🙂

    1. Sì, esatto… Noi lo avevamo preso solo a Malta per girare l’isola comodamente senza dover noleggiare un’auto e questa volta perché avevamo pochissimo tempo. Ci siamo divertiti tantissimo…
      Fare “i turisti” a volte é proprio quello che ci vuole per staccare completamente…

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